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Perchè non mi annoio a suonare Baglioni

  • Immagine del redattore: Milena Clabber
    Milena Clabber
  • 10 set 2017
  • Tempo di lettura: 3 min

Mi chiedono perchè non mi annoio a suonare, e risuonare, la musica di Claudio Baglioni.

Perchè ci racconta la sua vita Baglioni

(51 montesacro, Patapàn, Ad Agordo è così, Lettera, Gli anni della gioventù, Io lasciavo a casa un figlio, I miei si amarono laggiù, Io ad una donna... io ad un figlio...io a me stesso..., E chi ci ammazza, Fianco a fianco, Con voi, Tutta una vita in gioco per quattro spiccioli d’eterno...)

e nel farlo ci mostra il suo personalissimo modo di appropriarsene, di cercare sè

(La piana dei cavalli bradi, A modo mio, Dov’è dov’è, A Clà, Stelle di stelle, Crescendo e cercando, Questo uomo nato per andare dove va, Opere e omissioni, Quanta strada da fare, Male di me, Le vie dei colori, Si io sarò immensità...)

vivendo lo spazio,

(Per il mondo, Gagarin, Navigando, Dagli il via, Tu dietro a un vetro guardi fuori, Si io sarò, Hangar, L’Africa ti chiama, perchè non è che si va vicino...)

battendo il tempo,

(Domani mai, Ed aspettare, Lampada Osram, Notti, Quanto tempo ho, A battere il tempo come si fa si può battere solo a tempo di musica, C’è chi inventerà il futuro, L’amico e domani, Questo tempo danza dentro me...)

ma, come i grandi, questo metodo lo regala all’umanità

(Buon viaggio nella vita, Buona fortuna, Troveremo infine chisssà la via della felicità, E ancora avremo questo stesso cuore dentro il cuore della gente, Stai sù...).

Baglioni ci offre archetipi che ciascuno può non riconoscere ma che la nostra coscienza collettiva ritrova, come ritornelli di vita vissuta, da tanti, più volte, sempre uguali e ogni volta diversi

(A comprare il cappotto nuovo e tutti intorno a dirgli come gli stava, I vecchi sulle panchine di giardini, Sei lì che aspetti quello delle sette e trenta, E i ragazzi in giacche colorate ai gusti misti, Sotto pensiline che aspettano il sole e il loro tram, Piccole giostre e tanta luce e poca gente e un giro soltanto, Un quadrato di stelle dentro i cortili dei palazzi, Sulle barchette coi gusci delle noci, E una palla di vetro che a girarla viene giù la neve, Una sigaretta in mezzo ai denti e lui ci parla attorno...).

Baglioni ricama un ventaglio di emozioni,

(Andiamo a casa, E apri quella porta, Battibecco, Amore bello, E tu, Ale oo, Io me ne andrei, Solo, E tu come stai, Amore...amore...un corno!, Carillon, Chissa se mi pensi, Cincinnato, Quando ti urlai che era durata pure troppo, Tutto il calcio minuto per minuto, Con tutto l'amore che posso...)

e sensazioni

Sa urlare la vita,

(La vita è adesso, Io sono qui, E la metteremo ancora lì a questa vita che va via così, Requiem, Vivi torneremo...)

guarda al mare dall’albero maestro

(Io dal mare, Isole del sud, Questo mare sale dentro me, Io sarò un’onda anomala, Sirene di navi urlavano al vento...),

e quando scorge un speranza d’Incanto, allora ci sembra di scorgerla anche noi

(Un nuovo giorno un giorno nuovo, Dieci dita, Incanto, Stai su, Si io sarò, Una radio per sentire che la guerra è finita, Oggi si vola e attenti a non sudare, La vita è adesso, Strada facendo, Vivi torneremo, Io lui e la cana femmina, Acqua nell'acqua, Notte di note note di notte...).

Ora che tutto è relativo, Baglioni ha il coraggio di chiamare bene il bene e male il male

(Pace, Per incanto e per amore, Ninna nanna nanna ninna, Requiem, Uomini persi, Noi no, Tieniamente, V.O.T., Qui dio non c’è, Chi ha ingannato il cielo di Ustica, Chiusi in cucina se viene qualcuno, Che la guerra è un gran giro de quattrini, Ma ci pensi com’è un mondo senza terrore...)

e lo fa mostrandosi, guardandoci

(Con questa faccia che è sempre la, Scrivere nei fogli della gente, Senza controfigura, Sono io, La mia faccia riflessa sul vetro, E firmai il viaggiatore...).

Baglioni, più dei pittori, ci fa ascoltare affreschi

(Fotografie, E adesso la pubblicità, Il Pivot, Vecchio Samuel, Nel sole nel sale nel sud, Poster, Carillon, Una faccia pulita, Amori in corso...)

e suggestioni

(Signora delle ore scure, Tieniamente...)

che incorniciate dalle sue note diventano opere d’arte sonore, quadri che nessuno potrà mai trafugare perchè scritti per sempre, il sogno è sempre, nella vita di tutti noi... e quando va la musica.

Milena Clabber

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