A una molotov sempre preferirò...
- Milena Clabber
- 6 feb 2018
- Tempo di lettura: 3 min
A una molotov sempre preferirò un cuore che batte davvero, un sospiro per aver del bene, braccia che già sanno volersi, le mani e l’anima, braccia come ali libere, braccia che son qua aperte, un baciamano, una camelia, un abbraccio, cento abbracci, saluti e baci, una mano nella mano, un cuore di aliante, silenzio di occhi.
A una molotov sempre preferirò le chiacchiere degli amici al bar, la’ dove vola la poesia, un’autostrada lontano da qui, piane dei cavalli bradi, cieli smarginati di speranza.
A una molotov sempre preferirò innamorarmi di quelli che non ama nessuno, chè abbiamo ancora da ridere e da cantare, correre felici a perdifiato.
A una molotov sempre preferirò I’amor che sia tutto, pene che sono le canzoni, quell’amore che non ha dove né perché, perché domani sia migliore.
A una molotov sempre preferirò le speranze anche se mezze uccise dalla vita, un domani anche se non arriva mai, la vita come un bel ricamo, in questo grande sogno che noi chiamiamo amore, un buona fortuna che non basta, figli di speranze, la speranza che è diventata un’ossessione, vento di ginestra, una casa in costruzione, i soldati che tornano alle case e si accovacciano coi figli.
A una molotov sempre preferirò una radio per sentire che la guerra è finita, un notturno di Chopin, poesia di canzoni, un canto come un vecchio incanto, streghe e fate, una ninna nanna alla gente che se scanna e che s’ammazza, una guerra (di omini) per finir tutte le guerre, una girandola che non si fermi mai, l’ultima guerra che è finita, incanto e amore, una serenata un poco sderenata, le cose che cambiano per vivere.
A una molotov sempre preferirò una notte di pace, un giorno nuovo, notti di alberi fioriti di nuovi nidi e nuove stelle, un tenero grido di sole, l’acqua calma del fiume, terra fertile, un azzurro scalzo in cielo.
A chi scaglia molotov sempre preferirò chi ha il coraggio di ogni giorno, uomini e non eroi, incontraci in questo spazio senza margine, vento di una vita sulla faccia, chi dà liberta’, fidarsi di ogni passo che ci unisce come un ponte, chi ci tiene insieme, chi vuole diventare qualche cosa e però non cerca gloria.
A chi scaglia una molotov sempre preferirò chi si lava i panni dagli inganni del successo, si riscopre uomo, si sente vero come l’aria che respira, non dice parolacce, la sua voce e piano sarà immensità.
A chi scaglia una molotov sempre preferirò chi ha sognato sui ponti la sera, scansa bugie e volgarità calunnie, guerre, maschere antigas, prova a voler bene all’altra gente, chi chiede e tu come stai?, canta ‘nsieme la gioia d’esser vivi, chi i vecchi se avesse un’auto da caricarne tanti gli piacerebbe un giorno portarli al mare, chi pensa a com’è un mondo senza terrore, non vuole che tu sia un ostaggio.
A chi scaglia una molotov sempre preferirò un minuto di raccoglimento, senz’armi né corteo, un sogno mai stanco, forse appesantito ma con il tocco ancora buono, andare a caccia (ma solo) di questa mia inquietudine, un sogno ancora libero.
Sempre sceglierò chi usa parole contro le bombe, a chi usa le bombe anche solo con le parole.
Comunque si va avanti, non c’è più tempo per fare a pugni, domani allungheremo i passi ognuno dietro alla fortuna. E allora suona forte più di così di più e più che puoi, più forte della morte che è fuori di qui e dentro di noi e pace a noi che abbiamo avuto tanto da smarrir la luce della semplicità. Cerca tu di essere un grand’uomo, che è meglio, ed abbi un po’ il buonsenso di non aggiunger niente. Ma ci penseremo poi, tanto a noi ma chi ci ammazza.
Tieniamente, le stelle bruciate lassu’ viaggiano per l’eternità.
Accoccolatamente, Milena Clabber.
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