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Signora delle ore scure

  • Immagine del redattore: Milena Clabber
    Milena Clabber
  • 24 gen 2018
  • Tempo di lettura: 1 min

Signora delle ore scure

l’ascolti e ti chiedi se è attore o osservatore,

se è il suo sguardo incantato a seguirla o l’incanto di lei a guidare il suo sguardo,

se è corpo che riflette o sono riflessi sul suo corpo.

E non sai più se è pelle o ombra, occhi o luce, ciglia o misteri, guance o pane caldo, viso o diamante, schiena o anima, nuca o sentiero, capelli o alghe, occhi o olive o mandorle, narici o vita, gambe rami o fieno, bocca o fiori.

Non sai se è nella stanza o in lontananza, se in cantina o mare, al banco dei fiori o in un museo.

Vedi ombre che fuggono dalla stanza, vedi un guanto di sole, ore scure, alba e giorno e lampada accesa e sole assieme.

Ed è musica o sposa o musa?

E poi, ti rispondi che è assieme evanescenza di sogno e rappresentazione di realtà,

una canzone che è d’amore

e che non dice d’esserlo.

Milena Clabber.

 
 
 

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